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Depressione Italia

Questo Paese è socialmente malato, di una grave patologia psicotica. Che si sta aggravando ulteriormente, visto che nessuno vuole ammetterlo. Proviamo ad elencare alcuni avvenimenti successi negli ultimi tempi: l’istigazione al suicidio di un sedicenne ad opera di sua madre e della guardia di finanza per dieci grammi di fumo; l’irruzione e la carica della polizia dentro una biblioteca universitaria a Bologna; Bello Figo e la censura nei suoi confronti (della quale nessun voltairiano, quelli del #jesuisetc…, si è degnato di prendere in considerazione); la ridicola polemica sulle palme e i banani di fronte al Duomo di Milano e l’idiota che li ha bruciati; la vigliacca, misogina e razzista rappresaglia fuori dal lidl di Follonica; i discorsi oscurantisti sull’aborto e l’eutanasia, degni del periodo di maggior splendore dell’Inquisizione; l’attacco indiscriminato verso l’Unar (con la complicità di quegli infami delle Iene) e i “furbetti” della pubblica amministrazione, quando allo stesso tempo non desta scalpore che lo Stato Italiano spenda 23 miliardi l’anno nell’apparato militare e altri 20 miliardi per salvare le banche dei padroni.

Il corpo sociale è completamente preda dell’irrazionalità e dell’isteria, esiste un diffuso complesso di inferiorità nei confronti dei modelli che la morente società capitalista ci ha imposto di seguire. Non c’è un movimento reale che sia in grado di proporre un’alternativa perseguibile a questi modelli e per questo la maggioranza appoggia la repressione e si adegua alla mediocrità. O meglio, esiste un generoso movimento che si oppone allo stato di cose presenti, ma possiede poca influenza, è marginalizzato e non viene riconosciuto da chi dovrebbe farne parte.

I nuovi mezzi di informazione cibernetici hanno fatto il resto, spersonalizzando il confronto e dando il via libera a rancori e rivalse rozzi e ingenui. Il berlusconismo democraticizzato: ogni scemo può dire la sua stronzata senza bisogno di argomentarla, senza responsabilità, senza conseguenze, rinnegandola in qualsiasi momento. Bisognerà iniziare ad ammettere che Facebook e tutta la merda simile ha generato più danni che benefici. I social network hanno inquinato il dibattito pubblico. Non c’è più verso di intraprendere una discussione senza che qualcuno alzi la voce per avere ragione, o dia la colpa di qualsiasi cosa, a seconda delle circostanze, ai politici o agli immigrati. Il discorso si focalizza soltanto sugli effetti, meglio se morbosi e sanguinolenti, glissando completamente sulle cause, cioè il miglior modo per non trovare mai una soluzione ai problemi. Si fa un gran vociare dell’orgoglio italiano, il popolo italiano, prima gli italiani… Ma che cazzo vuol dire?! Di cosa stiamo parlando, che voi italiani non andate d’accordo neanche alle riunioni di condominio!

Il quadro politico è una desolazione senza uscita. L’ultima speranza dei democratici, il movimento cinque stelle, si è mostrata per quello che è sempre stata, un’ipocrita illusione. Il loro cavallo di battaglia, il legalismo, li sta distruggendo, com’era prevedibile. E’ stata una pessima mossa assurgere a dogma fondativo una costruzione che è la pietra angolare di quello che si pensava di combattere. La legge non è un principio assoluto, una verità incontrovertibile: è soltanto l’espressione di un determinato potere che in un determinato momento storico possiede la forza di imporre la sua volontà in funzione dei suoi interessi (infatti, per rimanere in Italia, un tempo è stato legale perseguitare gli ebrei, e ad oggi è legale torturare, visto che non esiste una legge che lo vieta).

Sappiamo di chi sono le responsabilità politiche e morali di questa situazione, e dovremmo agire di conseguenza. Quando, in un futuro purtroppo ancora lontano, il capitalismo verrà considerato come un errore della Storia, i nostri discendenti si chiederanno come sia stato possibile ridurre un pianeta ad una pattumiera e costringere i suoi abitanti, che hanno avuto soltanto da rimetterci dalla loro condizione di schiavitù, ad essere complici di un ideale egoista di accumulazione che non ha alcun senso logico. Siamo certi che non troveranno una risposta. 

Collettivo Antikunst

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